IMG_9395.JPG

L'Oasi Ponton

Oasi di protezione faunistica

L'"Oasi Ponton" è un'area di 71 ettari nel territorio di 4 Comuni della Provincia di Verona (Sant'Ambrogio di Valpolicella, Pescantina, Pastrengo e Cavaion Veronese) inclusa nel piano faunistico venatorio della Regione Veneto - un'area di protezione destinata al rifugio, alla riproduzione e alla sosta della fauna selvatica, ed alla conservazione degli habitat naturali.


Le Oasi sono luoghi di protezione di fauna e flora particolarmente importanti in un determinato ambiente, e costituiscono aree strategiche per la sosta e lo svernamento di decine di specie di uccelli che ogni anno compiono il lungo viaggio della migrazione. In particolare nelle aree umide questi uccelli possono trovare rifugi sicuri ed idonei dove riposarsi dal lungo viaggio e preziose riserve di cibo per poter sopravvivere. L'avifauna migratrice è protetta; non appartiene esclusivamente all'Italia ma rappresenta un patrimonio dell'umanità.

 
saponaria officinalis.jpg

La flora

L'area dell'Oasi è ricchissima di specie vegetali, autoctone ripali, e conserva habitat di particolare rilevanza, come i prati planiziali, le spiagge naturali, il canneto. Sono tantissime anche le piante e le erbe officinali ed edibili.

Informazioni sull'"Oasi Ponton"

L'Oasi Ponton è inclusa in una Zona Speciale di Conservazione (ZSC), area tutelata dalla normativa ambientale europea ai sensi della Direttiva Habitat. In particolare, l’area ripale è parte del Sito di Importanza Comunitaria (SIC, ora ZSC) IT3210043 “Fiume Adige tra Belluno Veronese e Verona Ovest”, contigua al SIC ‘Monte Pastello’ IT3210021 ed il SIC/ZPS ‘Monte Baldo Est’ IT 3210041 (v. cartografia).

ZSC.jpg
 

Adottato con Legge Regionale 5 gennaio 2007, n.1, il vigente Piano Faunistico Venatorio della Regione Veneto 2007-2012 riconosce come oasi di protezione faunistica (OP) l'area di 71 ettari nel territorio dei 4 Comuni di Sant'Ambrogio di Valpolicella, Cavaion V.se, Pescantina e Pastrengo, in Provincia di Verona. 

Cartografia 

 
scheda Oasi definitive_page-0001.jpg
 

Nella zona nord della provincia di Verona il fiume Adige ha da sempre caratterizzato l’ambiente naturale e influenzato l’ambiente antropico dei paesi che si sono sviluppati lungo le sue rive. In particolare, il tratto di lungofiume tra Ponton e Pescantina costituisce un polmone verde che preserva l’integrità delle rive sabbiose, ospita flora e fauna autoctone ed offre ai cittadini un luogo rigenerativo a contatto con la natura.

La zona è da anni studiata da naturalisti come il Prof. Daniele Zanini membro dell’Accademia di Agricoltura, Scienze, Lettere e Arti di Verona, sotto il profilo biologico e paesaggistico, con particolare attenzione per la flora e la fauna, nonché per il tessuto idrologico e microclimatico.

Infine, nel 2021 nell’area è stata identificata una specie di orchidea selvatica, la Epipactis bugacensis, fino all'anno scorso unico sito italiano (v. articolo).

L’istituzione delle oasi di protezione è motivata dalla necessità di offrire rifugio, riproduzione e sosta alla fauna selvatica, con particolare riferimento alle specie faunistiche particolarmente meritevoli di conservazione. L’oasi ha quindi come obiettivo prioritario la salvaguardia delle emergenze naturalistiche e faunistiche, nonché il mantenimento o l’incremento delle popolazioni selvatiche, della diversità biologica, dell’equilibrio delle comunità, e quindi, più in generale, della conservazione o del ripristino di condizioni il più possibile vicine a quelle di naturalità (dal Piano Faunistico Venatorio della Provincia di Verona).Ancor più significativa è l’area dell’Oasi di protezione faunistica nel contesto fluviale descritto nell’Atlante Regionale dei Siti Natura 2000. L’area dell’Oasi infatti, considerate le peculiarità morfologiche della zona, ha preservato una condizione di naturalità molto maggiore rispetto ai tratti a monte e a valle dell’area stessa.

WhatsApp Image 2022-01-22 at 17.33.23.jpeg
 

In particolare, dal 2018 sono in vigore le nuove misure di conservazione della Regione Veneto necessarie al mantenimento o al ripristino degli habitat naturali e delle popolazioni delle specie per cui il sito è stato designato.

Come si evince dalle informazioni naturalistiche di cui sotto, l’area è sede di habitat prioritari e di grande interesse naturalistico, sempre più rari nei nostri territori, tra cui le foreste alluvionali e le bordure planiziali.

Importante è il riferimento agli ecosistemi planiziali negli studi raccolti nella quarta edizione del rapporto sullo stato del capitale naturale in Italia (Ministero per la Transizione Ecologica, 2021) ed il relativo possibile inserimento nella Lista Rossa degli Ecosistemi d’Italia, in quanto ecosistemi critici emersi dalla Valutazione sullo Stato di Conservazione degli Ecosistemi terrestri (Blasi 2020) che presentano una priorità di ripristino (in particolare gli ecosistemi forestali della Pianura Padana, e gli ecosistemi igrofili (ripariali, planiziali, ecc.).

habitat_edited.jpg